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14/11/2019 – Oggi, 14 novembre, Miguel Angel Hoyos (instagram: @miguelhoyos1) compie 18 anni. Il Colombiano, nativo di Barranquilla ma residente a Granada, nel dipartimento di Antioquia (una delle zone dove il ciclismo è maggiormente popolare), l’anno prossimo farà parte del Team Beltrami TSA: sarà uno degli otto atleti al primo anno fra gli Under 23.
Miguel, che proviene dalla formazione Avinal-GW-El Carmen de Viboral, è una grande promessa del ciclismo colombiano: quest’anno, fra gli Junior, si è laureato campione nazionale su strada e ha messo al collo la medaglia d’argento nella prova a cronometro, stessi risultati ottenuti a Guadalajara nel campionato panamericano. Anche su pista si è fatto notare, segnando il record colombiano nell’inseguimento individuale della categoria Junior.
Un talento che, in attesa di vedere all’opera, andiamo a conoscere meglio.

Come ti sei avvicinato al ciclismo?
«Quando mi sono trasferito da Barranquilla a Granada, in Antioquia, iniziando a pedalare nel club di ciclismo di Granada grazie a mio papà che mi spinse a montare in sella. Era il 2009, avevo otto anni».

Che tipo di corridore sei?
«Diciamo che mi difendo bene in salita e vado bene nelle cronometro».

Qual è stata la tua vittoria più bella ottenuta fin qui?
«Senza dubbio il campionato nazionale su strada. Una gara alla quale tenevo tantissimo, che volevo vincere. Portare tutto l’anno la maglia con la bandiera della Colombia è stata davvero una grande soddisfazione e un motivo d’orgoglio».

Hai mai avuto un idolo o un modello nel ciclismo?
«Non ho idoli particolari, però mi ispiro molto a Chris Froome, un atleta che spesso va contro i limiti e non si arrende mai di fronte alle difficoltà».

Hai corso spesso con la nazionale colombiana (anche ai mondiali di Harrogate): cosa significa per te vestire la maglia della “Selecciòn”?
«Molto emozionante poter indossare questa maglia, una sensazione indescrivibile perché dà tanta gioia rappresentare il proprio paese e saper di poter salire sul gradino più alto del podio con la bandiera nazionale sul petto».

Se potessi esprimere un desiderio, quale sarebbe il tuo sogno nel ciclismo?
«Ne dico due: provare a diventare campione olimpico della cronometro e vincere il Giro d’Italia. Sognare non costa nulla, no?».

A proposito di Italia, ci sei mai stato?
«No, non ancora. Quando verrò sarà la prima volta».

Cosa ti aspetti dalla prima stagione al Team Beltrami TSA?
«Spero di fare una buona annata, di imparare tanto dal ciclismo europeo e, perché no, provare a fare risultato. Sono grato al Team per questa opportunità».

Al di fuori della bici e del ciclismo, quali sono le tue passioni e i tuoi hobby?
«Anche giù dalla bicicletta resto un tipo piuttosto sportivo: mi piacciono il nuoto e il tennis. Per il resto faccio cose “normali” per un ragazzo della mia età: gioco ai videogames, mi piace andare al cinema, andare al mare, condividere questi momenti con gli amici e con la mia famiglia».