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21/08/2020 – Messa in archivio l’esperienza al Giro dell’Emilia, domenica (23 agosto) il Team Beltrami TSA – Marchiol sarà di nuovo in scena sul palcoscenico del professionismo, un palcoscenico molto speciale, quello tricolore dei Campionati Italiani su strada che si corrono in Veneto, organizzati da Filippo Pozzato e dal suo team.Tre atleti del Team Beltrami TSA – Marchiol saranno al via della prova in linea, con partenza a Bassano del Grappa e arrivo a Cittadella: 253 chilometri segnati soprattutto dalla salita della Rosina, da ripetere dodici volte.
Gli atleti in gara in maglia giallogrigiorossa saranno il bolognese classe ’97 Gregorio Ferri, il vicentino classe 2000 Marco Grendene e il suo coetaneo Matteo Domenicali, ravennate. A guidarli in ammiraglia il ds Orlando Maini.
L’obiettivo non sarà quello di fare risultato, proibitivo in un contesto del genere, ma quello di onorare l’impegno tricolore, organizzato quest’anno nonostante le tante difficoltà del momento, dando il massimo e accumulando esperienza in una gara che vedrà ai nastri di partenza tutti i migliori atleti del panorama professionistico italiano.
Il resto del Team prenderà parte a metà settembre al campionato italiano Under 23, che coincide con il Piccolo Giro dell’Emilia. Da regolamento infatti, chi partecipa ad una delle due prove non può presentarsi al via dell’altra. 

Marco Grendene è approdato al Team Beltrami TSA – Marchiol con già alle spalle una stagione fra gli Under 23 (vissuta tra le fila del Sissio Team), il che lo rende già un “esperto” in un Team ringiovanito, che avrà otto debuttanti su 16. Nato il 4 ottobre del 2000, va ad ingrossare la “pattuglia” vicentina in squadra: è nato a Thiene, ma vive a Malo. In questi giorni sta lavorando nel ritiro di Riotorto con i nuovi compagni di squadra, in attesa del debutto agonistico ufficiale.

Marco, che tipo di corridore ti definisci?
“Direi un passista-scalatore, mi piacciono un po’ tutti i terreni. Amo spingere il rapporto e attaccare in pianura, ma anche scalare le montagne. Mi diverto ad attaccare da lontano e sfruttare a pieno le mie caratteristiche sul passo, difendendomi poi in una eventuale salita. Mi piacciono i percorsi dove ci sono più salite, ma brevi”.

Quando e come hai iniziato a correre in bici?
“Ricorderò per sempre la mia prima gara, era una promozionale perché ero ancora G0. Si correva con la mtb nel parco adiacente le piscine di Schio (dove si è appena svolto il campionato italiano di ciclocross). In griglia eravamo una decina di bambini e io partivo in ultima fila. Pronti, via: ho rimontato tutti e mi sono trovato primo con un po’ di distacco, ma non mi era stato spiegato che avrebbe vinto il primo che avrebbe tagliato la linea dell’arrivo, perciò mi ero fermato immediatamente prima, senza appunto attraversarla. Solo dopo che tre ragazzini avevano passato la linea ho capito che dovevo attraversala pure io e quindi ho concluso quarto. Non c’è un motivo particolare per cui avevo partecipato a quella gara, che sarebbe poi stata la prima di tante. Ero, e sono tuttora, un “bambino iperattivo”. Ho bisogno di muovermi e fare molta attività fisica di continuo. Ho provato un sacco di sport: dal nuoto al pattinaggio artistico, ma la passione per il ciclismo è sempre stata la più forte”.

Come si è svolta la tua carriera fin qui?
“La mia prima squadra è stata la Sc Isolana, dove ho corso per le prime due stagioni. Da G3 ho cambiato squadra, principalmente perchè i miei genitori lavoravano i giorni degli allenamenti e quindi non potevano portarmi; mi sono accasato all’us Fausto Coppi Montecchio Precalcino dove ho corso fino alla categoria Esordienti compresa. Nei due anni da Allievo ho corso con l’asd Veloce Club Schio 1902 mentre da Juniores ho militato con l’asd Borgo Molino Rinascita Ormelle. Il primo anno nella categoria Under 23 l’ho passato con l’Asd Sissio Team. Quindi, con quella che sta per iniziare, sono a quota 14 stagioni agonistiche di ciclismo su strada.

Come te la sei cavata finora?
“Da Giovanissimo la lotta per la vittoria era tra 5 ragazzini (e ne ho collezionate parecchie, molte delle quali in prove di abilità). Da Esordiente e Allievo, uscendo spesso di provincia e regione, il livello si alzava, e sebbene ora io sia alto 1.85, al tempo ero veramente mingherlino e negli sprint ero una frana. Da Juniores ho fatto invece il salto di qualità, merito della mia squadra, che era una come una seconda famiglia, compreso lo staff. E qui ho ottenuto delle soddisfazioni molto importanti. L’anno scorso, invece, categoria nuova e con la scuola da finire non ho fatto nulla di memorabile”.

Quali sono invece i momenti da ricordare?
“La vittoria è un po’ la chiusura del cerchio del lavoro che si è fatto per ottenerla. Il momento più significante della mia carriera è datato 1 ottobre 2017, tre giorni prima del mio compleanno, quando sono arrivato a braccia alzate alla 59^ Coppa Borgo Panica per Juniores a Marostica, a 15 km da casa mia. È stato un momento di gioia incredibile per diversi motivi: erano 5 anni che non arrivavo a braccia alzate al traguardo, ero a pochi chilometri da casa con un sacco di amici che erano venuti a tifare per me, alla fine di una corsa tutta sotto la pioggia e soprattutto per il modo in cui l’avevo conquistata, con tanto lavoro nei giorni che precedevano la gara, con il supporto del mio ds e dei compagni. Poi, ottenerla a fine anno, ha rappresentato qualcosa di ancor più speciale”.

Cosa ti aspetti dal primo anno alla Beltrami – Marchiol?
“Intanto vorrei ringraziare il Team per la fiducia che ha posto nei miei confronti. Quest’anno riuscirò a dedicare tempo e testa esclusivamente al ciclismo, spero questo mi possa aiutare a crescere e migliorare. Sono pronto a mettermi in gioco, a lottare e a imparare. Sono convinto che io e i miei compagni di squadra saremo in grado di regalare delle belle soddisfazioni”.

Se potessi esprimere un desiderio, quale gara ti piacerebbe vincere?
“Volendo sognare, da professionista mi piacerebbe lasciare il segno nell’albo d’oro dell’Amstel Gold Race”.

Hai un modello nel ciclismo del presente o del passato?
“Premetto che non ho un idolo in particolare, ma mi ha colpito davvero Peter Sagan. Ho avuto la fortuna di pedalare con lui e di parlargli durante il training camp di dicembre a Maiorca, per me è stata un’esperienza unica che ricorderò per molto. Dal suo carattere umile al suo stile in bici, lui è unico”.

Un difetto e un pregio?
“Sono una persona molto “sanguigna”, tendo ad accendermi facilmente, però altrettanto facilmente poi ritrovo la serenità necessaria al dialogo. Pregio: penso di essere una persona semplice e umile”.

Quali sono le tue passioni?
“Nel tempo libero mi piace molto guardare serie TV su Netflix o streaming di altro genere su Twitch o YouTube. La mia serie preferita è “Breaking Bad”: mi piace davvero tanto perchè più che una serie TV è un’esperienza di vita. Poi amo tutto il mondo della tecnologia, il web, e mi diverto a giocare con il simulatore di guida al computer”.

Segui altri sport oltre al ciclismo?
“Non molto, ma ogni tanto mi diverto a guardare i gp di Formula 1 e le partite di snooker, ma non sono un esperto in materia”.

Ascolti musica?
“Sì, il genere principale che ascolto è house music ed EDM. I miei dj preferiti sono Axwell Ʌ Ingrosso e Avicii”.

Qual è il tuo viaggio dei sogni?
“Non ne ho uno in particolare, Mi piacerebbe fare sia un viaggio dove mi immergo nella natura, direi Madagascar e Islanda, sia un viaggio immerso nella tecnologia, ad esempio negli Usa”.

Quanto sei social?
“Fino a due anni fa ero molto più social di adesso: postavo molte più “stories” sui miei profili social. Ora uso prevalentemente Instagram; sono iscritto anche a Facebook ma non sono molto attivo”.