A trasmettergli la passione per il ciclismo è stato Sonny Colbrelli, che da qualche anno è entrato nella sua famiglia. Dopodiché Matteo Freddi, bresciano nato a Gardone Val Trompia il primo giugno 2001 e residente a Casto, ha iniziato con l’agonismo e il feeling con le due ruote è proseguito, fino a portarlo al Team Beltrami TSA – Marchiol, con la cui maglia debutterà nel 2020.
Matteo, Che tipo di corridore ti definisci?
«Diciamo che sono un passista-scalatore».
Come hai iniziato a corre in bicicletta?
«Tutto è cominciato quando nella mia famiglia è arrivato Sonny Colbrelli (compagno di Adelina, zia di Matteo, ndr), che mi ha trasmesso la passione per questo sport. Ho cercato una squadra nella mia zona e ho iniziato a correre prima nella Soprazzocco per i due anni da Esordiente, poi sono passato all’Aspiratori Otelli, dove ho militato negli ultimi quattro anni, da Allievo e poi da Juniores».
Quali sono stati i momenti più belli?
«Personalmente non sono un vincente, ma ho militato in squadre che hanno sempre vinto un buon numero di corse, e quando ciò accadeva è stata sempre una grande soddisfazione. Perché il ciclismo è sì uno sport individuale, ma la squadra e il gruppo contano tantissimo».
Cosa ti aspetti dal primo anno al Team Beltrami TSA – Marchiol?
«Conoscere la nuova categoria, fare esperienza, migliorare: c’è uno staff di grandi tecnici, una struttura che ci mette a disposizione tutto quel che occorre. Sono molto motivato».
Un tuo pregio e un tuo difetto, ciclisticamente parlando?
«Cerco sempre di dare il meglio per la squadra, mentre spesso mi faccio prendere dalla foga e spreco energie in azioni inutili. Vorrei migliorare proprio sulla gestione delle energie in gara».
Se potessi esprimere un desiderio, quale gara ti piacerebbe vincere un giorno?
«La “Strade Bianche”, in Toscana. Ha una storia relativamente recente, ma affonda le sue radici nella tradizione di questo sport. E poi è una gara davvero dura e spettacolare».
Un idolo nel ciclismo?
«Ne dico due, uno del ciclismo di ieri e uno di quello di oggi, entrambi scalatori: Pantani e Bernal»
Usciamo dal ciclismo: il film preferito?
«Interstellar».
Ascolti musica? Di che genere?
«Mi piace il trap e, come cantante, The Supreme».
Altri sport oltre al ciclismo?
«Un po’ il calcio, ma non è una passione viscerale, diciamo».
Hobby e passioni oltre alla bici?
«Caccia e pesca, che sono piuttosto popolari dalle mie parti».
Il social network che utilizzi di più?
«Certamente Instagram (visita il suo profilo)».